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di Giuseppe Longo

«Lasciato il borgo di Ramandolo, si riprende la strada panoramica della Bernadia che con una modesta pendenza, ma con diversi tornanti, porta a Chialminis, la frazione più alta di Nimis. Arrivati sul primo curvone, quasi a 90 gradi, si può godere di una vista mozzafiato sul dirimpettaio Plajul e sul Gran Monte, ma anche sul sottostante paese di Torlano. Lo si vede laggiù, a strapiombo, quasi da far paura. Tant’è che si racconta un anedotto curioso: nei secoli scorsi, quando non c’era la comoda strada di oggi, bensì un viottolo ritagliato tra le rocce, un bel giorno saliva a Chialminis per la visita pastorale l’arcivescovo di Udine. Pare che fosse su una specie di portantina, visto che la carrozza non passava. Arrivati, proprio sul curvone, e visto quanto si apriva sotto i suoi occhi, il presule fu assalito dalla paura e lanciò un richiamo a uno dei suoi accomagnatori per sollecitarlo a fare più attenzione con una esclamazione rabbrividita che suonò come “Boh, copari!”, tant’è che ancora oggi quel tratto di Bernadia viene identificato con questo singolare toponimo».
E’ questa soltanto un’anticipazione di quanto scrivo, in una serie di brevi articoli dedicati a Nimis, su Agenda Friulana 2021 (Chiandetti Editore). Una simpatica annotazione per parlare del suggestivo “Panorama su Torlano” colto dall’obiettivo di Fabrizio Mattiuzza proprio da questo angolo impervio del monte Bernadia e che è stato classificato come vincitore della prima settimana del contest fotografico lanciato dall’Ufficio turistico comunale.
Ma che quanto propostovi sia verità storica o leggenda legata alla valle del Cornappo non ve lo posso garantire, bensì rassicurarvi sulla sua fonte. L’aneddoto, infatti, mi era stato raccontato, molti anni fa, dal compianto Eugenio Comelli (“Gjenio Moro”) di Torlano che in fatto di cultura, tradizioni e conoscenze popolari della sua terra, e quindi di Nimis e delle sue valli, non era secondo a nessuno. Tanto che aveva raccolto i suoi tanti ricordi legati al proprio paese nel libro “Torlan in te memorie”, scritto nella lingua friulana parlata ovviamente in questa zona.
Bella e interessante, dunque, questa iniziativa dell’Ufficio turistico, il cui scopo “è raccontare Nimis da parte di chi la vive quotidianamente”, tanto che per ogni settimana di dicembre verrà selezionata una tra le foto ricevute (per partecipare non sono da osservare regole particolari, ma basta postare gli scatti su Facebook o inviarli via e-mail a nimisturismo@gmail.com). Gli spunti certamente non mancheranno in questo paese – inteso come capoluogo e frazioni – sia dal punto di vista paesaggistico e ambientale, sia storico e artistico, ma anche delle sue produzioni, in particolare quelle legate alla coltura della vite che dà prodotti d’eccellenza a cominciare dal pregiato Ramandolo Docg. E una prova è data dallo stesso Ufficio turistico Nimis che da sta postando proprio su Fb immagini di luoghi tra i più significativi, fra cui il Santuario di Madonna delle Pianelle e la Chiesetta di San Giorgio sul monte Zucon cui anticamente faceva riferimento, prima di avere la propria parrocchiale, proprio la comunità cristiana di Torlano. Per cui chi ha l’estro del clic…

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In copertina, ecco lo scatto dedicato a Torlano da Fabrizio Mattiuzza.

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